IL MEDICO ARTISTA

Nonostante il successo, come esordiente, del Premio Bancarella nel 2002, sfida vinta in gara con personaggi quali John Le Carrè e Ian Rankin, Audisio di Somma non si è montato la testa ma ha continuato a curare i suoi malati e a studiare in veste di medico specialista in medicina preventiva, pubblicando molti saggi e traducendo libri di questo ambito.

La domanda è: come si conciliano le due attività? Non è né il primo né l’ultimo caso di medico scrittore (François Rabelais, Anton Cechov, Michail Bulgakov, Arthur Conan Doyle, Arthur Schnitzler, Archibald Cronin, Alfred Döblin, Carlo Levi, Giulio Bedeschi, Mario Tobino, Luis Ferdinand Céline, OliverSacks, Andrea Vitali, solo per citare i più famosi). La Medicina, a differenza delle scienze cosiddette ‘esatte’, come la matematica o la fisica, mette al centro della propria indagine l’Uomo in tutti i suoi aspetti, ossia non solo il corpo ma anche la psiche, e i loro strettissimi legami. L’osservazione dell’Uomo, o meglio dell’umanità – in particolare dell’umanità sofferente, della peculiarità delle espressioni soggettive – senza dubbio allarga gli orizzonti sia in senso orizzontale (vastità di storie ascoltate e ‘vissute’ in stretta empatia) sia in senso verticale (penetrazione nell’animo, nelle sue distorsioni e originalità) e va a comporre già di per sé un bagaglio di esperienze dal quale è possibile estrapolare ogni sorta di ispirazione per descrivere i sentimenti umani e le facce contraddittorie della realtà. Non è dunque straordinario che molti medici scrivano, che parecchi pubblichino libri di narrativa, ma pochissimi raggiungono il livello professionale che fa la differenza.  

L’interesse per la psiche in stretta relazione con i comportamenti, la sensazione vitale, il destino e il senso del limite (fisico ed emotivo) sono i terreni in cui Audisio sviluppa la sua ricerca quotidiana. Nella sua idea di professione ogni malattia deve anche essere gestita in quanto nudo sintomo attuale, ma va contestualizzata nella storia personale del paziente, nella sua percezione del dolore e va vissuta in empatia reciproca. Tutto questo viene poi tradotto in scrittura. La quale non è mai resoconto di casi clinici, ma assume una trasformazione integrale alla luce della fervida fantasia che contraddistingue la sua narrativa, diventando un altrove in cui si perdono le tracce del biografico e dell’autobiografico per raggiungere mondi possibili, coinvolgenti, originali. Nel caso di Audisio di Somma questo salto di qualità è avvenuto grazie al talento personale, ma anche alle forti scelte di vita che ha compiuto, abbandonando la carriera ospedaliera per dedicare metà del proprio tempo e lavoro al perfezionamento della tecnica e dello stile narrativo. Il suo debutto letterario non si può certo dire episodico né improvvisato, essendo il coronamento di una vocazione innata e perseguita negli anni con pazienza, caparbietà e rigore.
Quindi stiamo parlando della sintesi di due anime: quella del medico e quella dell’artista. Entrambe appartengono all’esperienza maturata nella vita di Federico Audisio di Somma. L’una non è autonoma dall’altra ed entrambe si arricchiscono vicendevolmente. Tale duplice natura si è venuta a sviluppare parallelamente nel corso degli anni a partire dall’infanzia. Non è possibile procedere alla dissezione su una linea di confine per il semplice fatto che non esiste. Il motore di questo felice connubio è l’incessante ricerca e curiosità. L’osservazione dei fenomeni ambientali e psicologici, esterni ed interni, progressivamente ha composto una consapevolezza plastica che per un verso ha trovato nell’esercizio professionale della medicina umanistica e psicosomatica la sua espressione più completa, per un altro è approdata a una forma di scrittura adatta a manifestare la piena creatività.

Audisio di Somma ama ripetere che deve molto ai suoi maestri, incontrati a guida sul sentiero come per un disegno sottile. Verso di loro prova una sincera riconoscenza. Nell’infanzia e adolescenza il pittore Edgardo Corbelli gli spalancò la porta della visione personale, donandogli la chiave conveniente a tradurre i sentimenti in ‘impressioni’ in cui l’unica legge valevole è l’autenticità. Più tardi lo studio della medicina lo introdusse alla conoscenza dell’Uomo, alla sua irripetibile e struggente individualità. In età adulta la grande editor Elena De Angeli è stato il punto di svolta, l’aiuto e lo sprone ad affinare e a far volare alta la scrittura. Leon Tolstoj scrive ‘Il pittore è un uomo che sa disegnare e dipingere tutto’. Naturalmente questo vale anche per lo scrittore e il medico.

Audisio di Somma non solo scrive, ma studia e vive leggendo. Ha sempre partecipato attivamente alla vita letteraria e al mondo della cultura. Fin dalla fondazione (2006), collabora con il Circolo dei Lettori di Torino, dove conduce settimanalmente un Gruppo di Lettura rivolto all’editoria indipendente.
Dal luglio 2016 ha creato la trasmissione letteraria Chef Book – ti cucino un libro in onda sulle televisioni del Gruppo Rete7 e su Sky-People canale satellitare 825. Leggendo integralmente ogni libro, accompagna gli autori suoi ospiti a comunicare nel modo migliore l’essenza dei loro testi.

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